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RIFUGIO LA CHARDOUSE DA VAZON, LOZET, AUTAGNAS E SOUBRAS

Punto di partenza: Vazon (1650 m)
Altitudine massima: 1746 m
Dislivello: 96 m
Tempo di salita: circa 3,5 ore
Difficoltà: Escursionisti

Accesso. In auto: Dalla A32 per Bardonecchia, uscita Oulx Est, indicazioni per il centro di Oulx. Dopo il distributore di benzina si gira a destra (indicazioni bianche “Stazione FS”) e si attraversa il ponte sulla Dora Riparia. Si prende la prima via a sinistra (Via Cotolivier) proseguendo su questa strada anche oltre il cartello che avvisa dei periodi di chiusura invernali (dal ponte circa 7 km di buona strada montana, asfaltata). Parcheggio verso la parte alta della borgata Vazon che è chiusa al traffico. Il rifugio è nel centro di essa, accanto alla chiesa, a poca distanza dal parcheggio.

A piedi: Due possibili vie. Da Oulx (600 metri di dislivello, 6 km circa solo andata, un paio di ore di tempo, difficoltà facile) si segue la segnaletica “G” che percorre la parte iniziale di Via Cotolivier e che passa per la frazione di Pierremenaud. L’altro itinerario parte dalla borgata di Amazas che si trova 5 km a sud di Oulx, collegata dalla stazione con mezzi pubblici (470 metri di dislivello, 5 km circa solo andata, 1 ora e mezza di tempo, difficoltà facile). Si attraversa la borgata di Amazas e si imbocca la sterrata a sinistra fino alla borgata di Soubras. Alla fontana di questa, si segue verso sinistra per Vazon (cartello segnaletico sotto la tettoia).

Percorso. L’itinerario parte e arriva al rifugio La Chardouse. Uscendo dalla borgata di Vazon (1650 mslm) in direzione del parcheggio si imbocca il sentiero parallelo alla strada asfaltata segnalato dai cartelli “Lozet – Desertes”. Si sale in modo abbastanza deciso su carrareccia fino ad incrociare la strada sterrata che proviene da Vazon. La si segue verso sinistra in salita graduale. Volendo, si possono percorrere i sentieri che permettono di “tagliare” i tornanti, ma questi hanno quasi tutti un fondo molto acciottolato e sono parecchio ripidi e, trattandosi dell’inizio del cammino, potrebbero “tagliare” anche le gambe dei piccoli escursionisti. Inoltre, si potrebbero perdere il bivio che abbandona la strada stessa un poco più avanti.
Si abbandona la sterrata imboccando la stradina sulla sinistra (cartelli “Lozet”) che scende un poco per poi risalire leggermente e addentrarsi nel bosco di abeti e larici, fino a raggiungere con un dislivello ormai quasi nullo, la borgata di Lozet (1746 mslm) posto su una spettacolare balconata verso il Monte Chaberton.
La borgata presenta ancora molte case con l’originale tetto in scandole di legno. Volendo, si può tornare indietro per la strada appena fatta ma suggeriamo il giro circolare.
Giunti presso le abitazioni si prende a sinistra (cartello “Desertes”, fontana poco oltre) scendendo in modo ripido. Questo tratto si presenta alquanto impegnativo poiché incanalato e con molti sassi. Può essere una buona soluzione passare per i prati paralleli al sentiero. Si passa accanto alcune case isolate purtroppo in rovina ma che presentano un’architettura moltocaratteristica. Si passa accanto all’edificio (tracce bianche-rosse) continuando in discesa decisa fino ad un bivio che va seguito verso sinistra (cartello “Autragnas”).
Nota: si noteranno alcuni cartelli che segnano “Vazon e rifugio” nella direzione da cui arriviamo. Non abbiate timore, e proseguite.
Il sentiero si fa inizialmente erboso e gradevole, in graduale pendenza, per poi divenire di nuovo sassoso e raggiungere la borgata di Autagnas (1676 mslm). La si attraversa continuando in discesa (volendo, si può compiere una brevissima deviazione verso destra per la chiesetta).
Il sentiero si incunea e diviene nuovamente molto sassosi in alcuni punti, a di nuovo si può passare sull’argine mantenendosi paralleli.
Ad un primo bivio, non segnato, ci si mantiene sempre a sinistra e verso il basso. Il bivio seguente ha il cartello “Soubras – Vazon” e punta decisamente verso sinistra lungo una traccia tra il prato.
Si seguono i segni gialli sugli alberi mantenendosi sempre nella stessa direzione e alla vista appare già la borgata di Soubras (1477mslm ) che si raggiunge con una bella passeggiata quasi tutta in falso piano.
Si entra nella borgata puntando verso l’alto (segno di un triangolo giallo) fino alla grande fontana. Da qui si prende a sinistra (cartello “Vazon” un po’ nascosto sotto la tettoia).
Variante: volendo, è possibile raggiungere la chiesetta isolata dedicata a San Barnaba e che sorge sul luogo ove fu rinvenuta una necropoli preromana.
La strada sale inizialmente in modo abbastanza ripido per poi pianificarsi e raggiungere piacevolmente la borgata di Vazon (1650 mslm), si passa davanti alla chiesetta dedicata alla Madonna delle Nevi e si raggiunge di nuovo il rifugio.

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