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GLI ESCARTON E LA LINGUA D’OC

La cosiddetta “Repubblica degli Escartons” (Escarton dal francese “escartoner”, dividere ) è stata descritta come una delle prime forme di democrazia partecipata; nacque ufficialmente nel 1343, con capitale Briançon, in un territorio compreso fra Marsiglia e Torino.
La Repubblica degli Escartons ovvero il Grande Escarton, era originariamente costituita da cinque territori: Briançon e Queyras, oggi dipartimento delle Hautes-Alpes in Francia, Oulx, Pragela (Pragelato) e Château-Dauphin (Casteldelfino) in Piemonte. L’Escarton di Oulx comprendeva ventidue comuni e pur non avendo un territorio molto vasto, contava più di quarantamila abitanti.
Il trattato di Utrecht del 1713 pose fine alla congregazione degli Escartons e a quella sorta di embrione di stato democratico.
Gli Escartons di Oulx, Pragelato e Casteldelfino furono ceduti al Duca di Savoia, gli altri rimasero alla Francia; in questo modo il territorio veniva smembrato in due parti in seguito integrate in due diverse Nazioni: Italia e Francia. A tale smembramento politico non è corrisposta nei fatti una perdita di usi, costumi e tradizioni culturali che si sono mantenuti comuni in questa Regione transfrontaliera: l’istruzione di alto livello, divenuta un obbligo, da sempre gestita interamente all’interno degli Escarton, la lingua d’oc, parlata ancora correntemente in ambito familiare in molte comunità, le tipologie architettoniche che presentano evidentissime caratteristiche comuni in tutta l’area come ad esempio i tipici campanili a quattro punte, il giglio e il delfino, simboli delle casate di Francia che diedero l’autonomia amministrativa a quelle popolazioni, sono presenti ovunque sui portali delle chiese e sui bassorilievi delle fontane.

La Lingua d’Oc o Occitano, parlata in questi territori, è una delle principali lingue nate dal latino, come il catalano, il francese e l’italiano, a volte anche indicata come “patois” o “provenzale”. Essa fa parte del cosiddetto gruppo delle lingue romanze o più precisamente neo-romanze. Deve il suo nome alla parola oc che in occitano significa “sì”, dal latino hoc est. E’ l’antica lingua dei trovatori che nel XII secolo attraversarono tutte le corti europee portandovi i loro racconti, trasformandola, in questo modo, nella lingua colta. Dal 1999 grazie alla legge 482, applicativa dell’articolo 6 della Costituzione, sono state riconosciute le minoranze linguistiche tra cui l’Occitano e conseguentemente sono nate numerose iniziative di tutela e promozione linguistica, che hanno contribuito, grazie anche alle iniziative della Provincia di Torino, alla riscoperta e alla riappropriazione della lingua e delle tradizioni culturali: musica, danze, teatro, letteratura.

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